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Manca poco a Pasqua, la festa più importante del cattolicesimo.

In altri anni il periodo pasquale è stata anche la dolce anticipazione di qualche giorno di vacanza, in una primavera che avanzava e che ci proiettava all’aperto.

Quest’anno non sarà così, ci porteremo tanti pensieri e riflessioni, credenti e non credenti (distinzione assurda e un po’ manichea a volte utilizzata…), “costretti” (ma a distanza di sicurezza) nel periodo più difficile della storia repubblicana.

Avremo fatta la nostra fila per qualche uovo e la colomba e organizzato una video chiamata con parenti e amici, mentre attendiamo di capire come proseguirà il lockdown dopo il 13 aprile.

Nei tanti pensieri e riflessioni, lasciamo però un po’ di spazio alla speranza… che è un rischio che dobbiamo correre.

La speranza è un concetto che vale per i “credenti” e per i “non credenti” (stavolta uso io la assurda distinzione). Speranza e fiducia, d’altro canto, sono concetti ampiamente riconosciuti anche dalla teoria economica.

E cerchiamo di assomigliare ancora meglio (e di più) alla carta.

Versatile e flessibile, ma rigida e resistente (magari per ribadire un principio); pronta ad accogliere contenuti, ma pronta a proteggere da contaminazioni; trasparente ma riservata, di origine naturale ma con la capacità di riciclarsi.

Un foglio di carta può essere dimenticato senza però essere condannato all’oblio.

E, magari, utilizzato per fissare qualche sogno. Per non farci prendere alla sprovvista, quando ne avremo – presto - bisogno.

Buona Pasqua #lagentedellacarta

di Massimo Medugno DG Assocarta

Foto: Cartiere di Trevi

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